Blog Cosa vedere nelle Marche: itinerario di una settimana

Cosa vedere nelle Marche: itinerario di una settimana

Una settimana basta per vedere il meglio delle Marche, a patto di muoversi da nord a sud e di cambiare base una volta. Si parte da Urbino per il Rinascimento, si passa sulla costa per Senigallia e il Conero, si rientra nell’interno per le Grotte di Frasassi, poi si scende verso Loreto, Recanati e Ascoli Piceno. L’intero percorso sta sotto i 300 chilometri da un capo all’altro, e nessuna giornata comporta più di un’ora e mezza di guida.

Come impostare la settimana

Le Marche sono lunghe e strette, quindi l’approccio sensato è lineare e non circolare. Due basi funzionano meglio di una: una dalle parti di Urbino o Pesaro per la prima metà, una tra Macerata e Ascoli per la seconda. Se preferite una base sola, scegliete il centro della regione — la zona alle spalle di Ancona — e mettete in conto un tragitto più lungo il primo e l’ultimo giorno.

Le distanze sembrano brevi sulla mappa e durano di più nella realtà. Le valli corrono parallele dalla montagna al mare, quindi spostarsi da nord a sud nell’interno significa scavalcare un crinale dopo l’altro. La statale costiera e l’A14 sono molto più rapide quando serve macinare chilometri.

Giorno 1 — Urbino

Si comincia dal punto in cui la regione dà il meglio. Urbino fu una delle grandi corti dell’Europa del Quattrocento sotto Federico da Montefeltro, e il suo centro storico è stato iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1998.

Il Palazzo Ducale occupa quasi tutta una mattinata. All’interno c’è la Galleria Nazionale delle Marche, con la Flagellazione di Piero della Francesca e il Ritratto di gentildonna di Raffaello. Raffaello nacque in città il 28 marzo 1483, e la casa paterna è a pochi passi.

Urbino è ripida. Servono scarpe che vadano d’accordo con ciottoli e scalinate, e vale la pena tenersi il tardo pomeriggio per le mura, quando l’arenaria prende il colore del miele.

Giorno 2 — Il Montefeltro e la gola del Furlo

Il secondo giorno conviene passarlo tra le colline attorno a Urbino, senza correre verso il mare.

La gola del Furlo è un taglio spettacolare nel calcare, dove la Via Flaminia passava attraverso una galleria scavata sotto Vespasiano nel I secolo d.C. — la strada romana è ancora lì e si può percorrere a piedi. Poco distanti, Fossombrone e Urbania sono centri tranquilli con dentro più di quanto la loro dimensione lasci intuire.

Se preferite anticipare il mare, Gradara e il suo castello stanno vicino al confine settentrionale e sono un’alternativa comoda.

Giorno 3 — Pesaro, Fano e Senigallia

Ci si sposta sulla costa. Pesaro è la città di Rossini, nato qui nel 1792, e gli dedica ogni estate un festival operistico. Fano ha un arco romano e uno dei carnevali più antichi d’Italia.

Senigallia è la vera meta della giornata: una lunga spiaggia di sabbia fine, una rocca rinascimentale e una reputazione gastronomica sproporzionata rispetto alle dimensioni del centro. Qui si pranza e ci si ferma per la passeggiata serale.

Giorno 4 — Le Grotte di Frasassi e Jesi

Si rientra nell’interno per la cosa più strana della regione. Le Grotte di Frasassi, a Genga, furono scoperte nel 1971 e aperte al pubblico nel 1974. Il percorso di visita è lungo circa un chilometro e mezzo e dura all’incirca un’ora e un quarto.

La prima sala, l’Abisso Ancona, misura 180 metri di lunghezza, 120 di larghezza e 200 di altezza — abbastanza grande, come ogni guida vi dirà, da contenere il Duomo di Milano. Sottoterra fa freddo in qualsiasi stagione, quindi serve qualcosa da mettersi addosso.

Sopra le grotte, il Tempio del Valadier è un ottagono neoclassico incastonato nella parete rocciosa, raggiungibile a piedi in una ventina di minuti.

Sulla via del ritorno vale una sosta Jesi, centro murato su un terrazzo sopra l’Esino e cuore della produzione del Verdicchio. È qui che si compra il vino.

Giorno 5 — Il Monte Conero

L’unico tratto di Adriatico che non somiglia al resto dell’Adriatico. Appena a sud di Ancona le colline raggiungono il mare e finiscono in falesie di calcare bianco.

Portonovo sta in una baia sotto le falesie, con una chiesa romanica, Santa Maria di Portonovo, tra gli alberi alle spalle della spiaggia. Sirolo e Numana sono i due paesi sul versante meridionale. La spiaggia più celebre, quella delle Due Sorelle, si raggiunge solo via mare.

Il parcheggio a Portonovo è limitato e regolamentato d’estate; a luglio e agosto di solito funziona una navetta. Conviene andarci presto o tardi.

Se avanza tempo la sera, Ancona merita un’ora per il duomo di San Ciriaco sul promontorio sopra il porto.

Giorno 6 — Recanati, Loreto e Macerata

Si cambia base e si scende. Recanati è il paese in cui Giacomo Leopardi nacque nel 1798 e in cui scrisse L’infinito guardando il colle sopra l’abitato. Il palazzo di famiglia e la sua biblioteca si visitano, e la siepe della poesia è ancora lì.

Loreto, a pochi minuti, è uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati d’Italia, con la basilica visibile da chilometri sulla piana costiera.

Macerata chiude la giornata. Il suo Sferisterio, arena neoclassica all’aperto costruita negli anni Venti dell’Ottocento, ospita ogni estate una stagione lirica ed è tra i luoghi più insoliti d’Italia per ascoltare un’opera.

Giorno 7 — Ascoli Piceno

Si finisce nel sud. Ascoli Piceno è costruita quasi interamente in travertino, e la sua Piazza del Popolo è una delle più belle piazze d’Italia: un rettangolo di pietra chiara circondato da portici, levigato da secoli di passi.

Si mangiano le olive all’ascolana dove sono state inventate: grandi olive verdi ripiene di carne, impanate e fritte. E si fa l’aperitivo in piazza, che è il luogo dove la città passa le sue serate.

Se preferite chiudere in montagna, i Sibillini sono a un’ora verso ovest, con il Monte Vettore a 2.448 metri e alcuni dei migliori sentieri dell’Italia centrale.

Note pratiche

  • L’auto è indispensabile. La ferrovia adriatica è utile tra le località di mare, ma l’entroterra — che è il senso della regione — è servito male.
  • Due basi battono una. Dividere la settimana tra la zona di Urbino e quella di Macerata risparmia diverse ore di guida.
  • D’estate prenotate Frasassi in anticipo. Gli ingressi sono a orario e le fasce più comode si esauriscono.
  • L’A14 è la via veloce verso sud. Usatela quando dovete coprire distanza e tenete le strade interne per le visite.
  • Niente è lontano, ma niente è rapido. Calcolate un’ora per quello che sulla mappa sembra quaranta minuti.

Domande frequenti

Una settimana basta per le Marche?

Sì, per i luoghi principali. Una settimana copre Urbino, la costa settentrionale, le Grotte di Frasassi, il Conero e i centri meridionali compresa Ascoli Piceno. Due settimane permetterebbero di aggiungere per bene i Sibillini e i borghi minori.

Qual è la base migliore per girare le Marche?

Due basi funzionano meglio: una vicino a Urbino o Pesaro per il nord, una tra Macerata e Ascoli Piceno per il sud. Se ne volete una sola, scegliete la zona alle spalle di Ancona, che è all’incirca centrale.

Serve l’auto nelle Marche?

Sì. La ferrovia costiera collega le località di mare, ma i borghi di crinale, le grotte e la montagna sono di fatto irraggiungibili senza.

Cosa non bisogna perdersi nelle Marche?

Urbino e il suo Palazzo Ducale, le Grotte di Frasassi a Genga, la costa del Conero tra Portonovo e Sirolo, e Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno.

Quanto distano le Marche da Roma o da Bologna?

Entrambe sono a circa tre ore di strada dal centro della regione. Ancona ha un aeroporto e un porto, e l’autostrada A14 percorre tutta la costa.

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